La Storia del Fantacalcio Lazzaro.

La storia siamo noi nessuno si senta offeso, siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo; la storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso!”. Sarebbe bello immaginare che il buon De Gregori avesse pensato proprio al FantaLazzaro quando ha iniziato a scrivere questa bellissima canzone. 

Ma se ci si ferma un attimo a pensare cos’è il FantaLazzaro e cosa rappresenta per chi ne fa parte e lo vive quotidianamente,  forse lo sforzo di immaginazione non sarebbe poi così complicato. Già perché il FantaLazzaro non è solo una lega collegata a un gioco, non è solo un sito internet; è qualcosa di più: è come un fluido che ti entra dentro, inizia a far parte di te, scala posizioni su posizioni all’interno del tuo ordine mentale di priorità, tanto da essere disposto a sacrificare famiglia, mogli (eventuali o futuribili), fidanzate, nipotini e amici quando c’è da preparare la formazione o studiare le mosse di mercato. Questa miscela magica accomuna da quasi otto anni un gruppo di amici, lontani migliaia di chilometri tra loro, ma legati a loro volta da un nodo tanto invisibile quanto vigoroso: la passione.

Tutto ebbe inizio un caldo pomeriggio di agosto dell’estate 2001 attraverso lo scambio di due sms tra i probi viri e padri fondatori della lega: Claudio e Peppe. «Perché non organizziamo il fantacalcio quest’anno?» disse il primo; «Stavo per mandarti lo stesso messaggio», rispose il secondo. E fu proprio in quel momento di simbiosi cerebrale che quei due, insieme al terzo padre fondatore Dario (anch’egli nella Lega fin dal primo anno), iniziarono a dare vita a un qualcosa che sarebbe cresciuto anno dopo anno, fino a diventare la prima Lega fantacalcistica calabrese con un proprio marchio registrato.

 La Lega è cresciuta forte e robusta ma non poche sono state le difficoltà (soprattutto all’inizio) nel reperire altri amici che potessero condividere lo spirito dei probi viri. Fortunatamente fin da metà 2001, la Lega Fantacalcio Lazzaro ha potuto godere delle prestazioni del buon Marco e già dall’anno successivo del buon Gaetano. Molte facce si sono alternate in questi sette anni, ed è ad essi che va il nostro saluto ed il nostro ringraziamento: Francesco, Franco, Salvatore, Gianluca, Giovanni e Alberto.

Adesso però il vento è cambiato, i personaggi del FantaLazzaro si sono cristallizzati, non cambiano più anno dopo anno (tranne sparuti momenti di trascurabile entità). Adesso entrare nella Lega è un onore, un privilegio del quale in molti si vorrebbero fregiare. Entrare a far parte di questo gruppo storico significa aver la sensibilità, la passione, la tenacia, l’estro e l’autoironia che caratterizza tutti coloro che oggi vi appartengono.

FantaLazzaro vuol dire: svegliarsi al mattino e controllare se qualcuno ha lasciato un messaggio in bacheca; iniziare a pensare alla formazione già dal mercoledì sol perché fino al giorno prima ancora controllavi i voti; lavorare alla stagione successiva il giorno dopo la fine della precedente; pensare «...St’annu i futtu...» già dalla fine di giugno; trovare nomi di personaggi noti o meno noti per lo staff della tua squadra; utilizzare la stessa matita per scrivere la formazione se la giornata precedente hai vinto. Non da ultimo, FantaLazzaro vuol dire esserci ogni giorno tutto l’anno.

Noi non partecipiamo semplicemente ad un gioco, ma lasciamo anno dopo anno una traccia indelebile di ciò che siamo stati e di ciò che abbiamo condiviso: una sorta di archivio storico della memoria che ci ricorda come eravamo e che non ci fa dimenticare che è importante sorridere anche quando non ne hai voglia.

 Noi siamo la storia ed è alla storia che consegniamo questo messaggio.